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Confindustria rilancia sull'efficienza energetica PDF Stampa E-mail
Domenica 31 Ottobre 2010 09:49
Efficenza EnergeticaUn adeguato piano di investimenti potrebbe garantire la creazione di 1,6 milioni di posti di lavoro nel prossimo decennio

Le Prospettive del settore
Enea: l'efficienza energetica negli edifici pubblici vale lo 0,6% del Pil L'efficienza energetica può garantire la creazione di 1,6 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni attraverso un piano strutturale per la crescita che preveda adeguati finanziamenti strutturali all'attività di ricerca e sviluppo, meccanismi di incentivi e un quadro normativo stabile. L'indicazione arriva da Confindustria, che ha presentato a Roma le sue proposte per il Piano straordinario di efficienza energetica 2010, un documento di analisi con il quale il mondo dell'imprenditoria italiana è stato chiamato a discutere sulle proposte e gli obiettivi del Piano previsto dalla Legge Sviluppo n. 99/2009.

Lo studio mette in luce l'enorme potenziale socio-economico dell'efficienza energetica nel nostro paese: nel periodo compreso tra il 2010 e il 2020 l'aumento della domanda di prodotti e soluzioni legati al risparmio energetico sarebbe pari a 130 miliardi di euro, mentre l'incremento della produzione industriale sarebbe di 238,4 miliardi di euro, garantendo al contempo un risparmio integrale di energia fossile di 86 Mtep nel periodo 2010-2020 e una riduzione delle emissioni di Co2 pari a 207,6 milioni di tonnellate. Secondo Confindustria l'impatto complessivo in termini economici per il paese sarebbe di oltre 14 miliardi di euro, sommando i benefici dei risparmi in bolletta (25.6161 milioni) e dei costi di emissione (5.190 milioni di euro) e sottraendo i costi delle incentivazioni (16.667 milioni).

I Benefici per l'ambiente e le imprese
L'efficienza energetica potrebbe anche fornire all'Italia un contributo decisivo al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pacchetto clima-energia, che prevedono per l'Italia un consumo finale di energia assicurato al 17 per cento da fonti rinnovabili. Considerando al 2020 un fabbisogno energetico di 166 Mtep, senza uno straordinario impegno in efficienza sarebbero necessari 28 Mtep da energia verde (il Governo ha fissato l'obiettivo a 22 Mtep, il resto arriverebbe da importazioni estere) a un costo di 9,6 miliardi di euro stante l'attuale livello di incentivi, con un incremento del prezzo medio dell'energia elettrica consumata di circa 25 euro/Mwh.

Agendo invece sulla leva dell'efficienza energetica è possibile ridurre fino a 19 Mtep l'obiettivo del 17 per cento delle rinnovabili grazie alla diminuzione del fabbisogno complessivo del paese. Secondo gli industriali, il piano è alla portata dell'Italia dove la Green economy legata all'efficienza energetica rappresenta già oggi una quota rilevante del comparto industriale, con quasi 400mila aziende e quasi 3 milioni di occupati. L'impatto di questo piano in termini di produzione sarebbe più favorevole per i trasporti (+43 miliardi) mentre l'edilizia sarebbe il settore più avvantaggiato per l'occupazione (+407mila unità di lavoro annue). Diversi, comunque, i comparti produttivi che sperano nel volano dell'efficienza energetica: illuminazione, elettrodomestici, pompe di calore, caldaie a condensazione, cogenerazione, motori elettrici.

Opportunità di Crescita con una buona programmazione!
«L'efficienza energetica è un'opportunità di crescita per il nostro paese e può rappresentare un vantaggio competitivo in termini di occupazione, d'impatto sul Pil e sulla bolletta energetica. È un campo in cui l'Italia è già all'avanguardia: è un punto di forza, nel quale dobbiamo investire con determinazione, senza disperdere risorse - ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia -. L'efficienza da sola però non basta. È necessario un piano complessivo di politica energetica serio e di medio termine che comprenda anche il nucleare e le fonti rinnovabili. Il giusto mix di fonti è infatti indispensabile per abbassare un costo dell'energia che in Italia resta troppo alto, totalmente squilibrato, rappresentando uno dei principali freni alla crescita del Paese».

(Fonte Il Sole24)
 
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