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Dopo il solare il gruppo Terni investe nel business dei rifiuti PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Dicembre 2010 10:35
Logo_Energia_TrattamentoRifiutiLa neonata società satellite TerniGreen sarà quotata in Borsa entro il 2012

Vinta la scommessa del fotovoltaico, il gruppo Terni vuole affrontarne quella del business dei rifiuti.  È questo il succo dell'incontro “Una via italiana alla green economy”, in cui la società umbra guidata da Stefano Neri ha presentato alla comunità finanziaria milanese e nazionale le sue strategie di sviluppo. Dopo aver acquisito negli scorsi mesi lo storico stabilimento chimico di Nera Montoro (Terni) dalla multinazionale norvegese Yara, una vasta area industriale di circa 30 ettari, lo scorso 22 settembre TerniResearch (la società che controlla TerniEnergia) ha trasformato la controllata TerniTecnologie in TerniGreen, che avrà 3 diverse articolazioni di business.   Le prime due, Metals (decomissioning e bonifica) e Tecnologie, sono eredità delle due vecchie società, mentre la terza rappresenta la vera novità e il vero cuore di TerniGreen: il focus di questa business unit sarà infatti l'ambiente, ovvero il riciclo di materia e la produzione di energia dai rifiuti.

La scelta di entrare in un comparto ancora così pieno di difficoltà, come dimostrano le recenti vicende campane, è stata spiegata dallo stesso Stefano Neri: «TerniEnergia ha costruito il suo successo nel fotovoltaico partendo completamente da zero, caso rarissimo nel nostro Paese. Come nel caso del fotovoltaico, anche nel caso dell'ingresso del business dei rifiuti abbiamo cercato di “immaginare il futuro”. Abbiamo individuato cioè un settore in cui ci sono delle anomalie che non possono durare in eterno. Penso ad esempio ai problemi di illegalità che ancora colpiscono il comparto o alla presenza distorsiva della Pubblica amministrazione, che tra municipalizzate e società miste controlla quasi i due terzi del mercato. Per non parlare dello sbilanciamento Nord-Sud in materia di recupero energetico dei rifiuti. Si tratta perciò di affrontare questa sfida con serietà, credibilità, capacità manageriale e passione. Siamo convinti che sarà un successo, tanto che abbiamo già in programma per il 2012 la quotazione di TerniGreen».

Il piano industriale illustra nel dettaglio gli obiettivi della nuova business unit ambiente, a cui saranno destinati nei prossimi 3 anni 14 dei 18,5 milioni di euro di investimenti previsti per TerniGreen. Un'importante fetta di fatturato sarà garantita dal recupero dei Pfu, ovvero dei pneumatici fuori uso che, opportunamente trattati, possono restituire materiali come granulato, frazione metallica,ecc. Ogni anno in Italia si  producono circa 350.000 tonnellate di Pfu, di cui soltanto il 20% è avviato al recupero, anche per l'assenza di impianti avanzati in grado di garantire uno standard qualitativo elevato. TerniGreen punta ad arrivare in breve tempo a un target di 10.000 tonnellate l'anno.

L'altro pezzo forte è il recupero dei rifiuti biodegradabili: grazie a una joint venture siglata con Asm Terni, il gruppo umbro prevede di arrivare a una produzione di elettricità da biogas pari a 4.800 Gwh l'anno (generata da 35.000 tonnellate di rifiuti). Un altro impianto di questo tipo potrebbe presto anche essere realizzato nel Salento, grazie alla recente acquisizione di GR Ambiente. L'obiettivo non nascosto della neonata società è infatti quello di espandere il business in ogni parte d'Italia, come accaduto per il solare, grazie a partnership e joint venture ad hoc. In quest'ottica Neri ha ribadito l'invito alla comunità finanziaria a “prestare attenzione a questa nuova sfida”.

Per quanto riguarda invece il tradizionale business di Terni Energia, il fotovoltaico, la società umbra ha annunciato di aver già centrato nei primi 9 mesi dell'anno i target fissati per il 2010: il numero di impianti realizzati o avviati a completamento è salito a 44, per una potenza complessiva pari a 43,7 Mw, di cui 21,2 destinati alle joint venture per le attività di generazione. TerniEnergia sembra aver superato anche le perplessità dello scorso anno sul nuovo Conto energia, tanto che oggi il consigliere delegato Paolo Ricci definisce la progressiva diminuzione degli incentivi «una scelta intelligente da parte del Governo. Anche grazie al suo sistema di incentivazione oggi l'Italia è diventata uno dei mercati più promettenti per il fotovoltaico e attrae numerosi investitori esteri, anche cinesi».

(Fonte : Il Sole24)

 
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