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I dodici partner del progetto DeepWind stanno pensando a impianti completamente diversi da quelli attuali
 L'eolico mondiale sfiorerà presto i 200 GwIl futuro dell'eolico offshore è in turbine galleggianti da 20 Mw, installate più lontano dalla costa rispetto a quelle attuali.
Lo sostiene Uwe Schmidt Paulsen di Risø Dtu, il laboratorio di ricerca danese che coordina i dodici partner del progetto quadriennale DeepWind, lanciato lo scorso ottobre e finanziato con tre milioni di euro dall'Unione europea.
«Le centrali offshore costano il doppio di quelle sulla terraferma», afferma Paulsen, citato da varie agenzie. «Il nostro obiettivo è sviluppare turbine più efficienti con caratteristiche tecniche del tutto nuove, piuttosto che continuare sulla via intrapresa finora, che è quella di trasferire la tecnologia dei parchi onshore nell'ambiente marino».
Il progetto DeepWind pensa a delle turbine ad asse verticale che non siano direttamente ancorate al fondale (per esempio, con fondamenta di cemento).
La base d'appoggio sarebbe un lungo pilone sottomarino galleggiante, capace anche di ruotare su se stesso, con un generatore elettrico piazzato alla sua estremità, insieme ai cavi di collegamento con la rete elettrica.
Questa soluzione, secondo i promotori del consorzio, potrebbe ridurre notevolmente i costi degli impianti offshore, perché sarebbero più facili da installare, anche dove la profondità dei fondali è di 30/60 metri. Il progetto DeepWind realizzerà un prototipo di piccola taglia, da installare nel fiordo di Roskilde (Danimarca); servirà come base per costruire una turbina da cinque Mw.
L'ultimo stadio è la pala eolica galleggiante da 20 Mw, ma nessuno può azzardare ipotesi su quanti anni passeranno prima di poterla vedere sui nostri mari.
Certo è che l'eolico offshore è una delle fonti rinnovabili più interessanti agli occhi di Bruxelles.
Gli esperti del progetto Orecca (Offshore renewable energy conversion platforms - Coordinated action), che riunisce 28 tra industrie e centri di ricerca, sostengono che la nuova frontiera dell'eolico marino è proprio negli impianti situati a distanze maggiori dalle coste.
A più di venti chilometri dalla terraferma il vento soffia con più intensità, aumentando l'efficienza delle turbine.
(Fonte Il Sole24)
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