Monday 21st of May 2012

My Skype status  

Home Energia Fonti Rinnovabili - Rapporto Ernst & Young : investiti 243 miliardi di dollari nel 2010

____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________
Fonti Rinnovabili - Rapporto Ernst & Young : investiti 243 miliardi di dollari nel 2010 PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Marzo 2011 19:50
Logo_FontiRinnovabili_3La Cina si conferma il paese più promettente per l'economia verde davanti agli Stati Uniti, grazie soprattutto all'eolico

Nel Mondo - Il Trend degli Investimenti
Gli investimenti nelle fonti rinnovabili hanno toccato i 243 miliardi di dollari a livello mondiale nel 2010, secondo Ernst & Young (Country Attractiveness Indices).
Nell'ultima edizione del rapporto che segnala l'andamento dell'economia verde nei vari paesi, la Cina si conferma al primo posto della classifica, anche se il suo cammino verso l'energia pulita è tutt'altro che lineare. Come evidenzia Ernst & Young, la crisi internazionale mantiene un'ombra d'incertezza sullo sviluppo delle fonti alternative; la stessa Cina è rimasta ferma nel suo punteggio nell'indice generale delle rinnovabili, 71 su un massimo di cento dall'ultima rilevazione dello scorso novembre. L'indice considera tutti gli aspetti delle politiche energetiche nazionali: incentivi, infrastrutture, tecnologie, valutando le potenzialità dei vari settori con un peso preponderante dell'eolico (68% del punteggio finale), seguito dal solare (15%) e dalle biomasse con le altre risorse (17%).

Cina-Stati Uniti - Il confronto
La Cina primeggia nell'eolico, con 76 punti nel relativo indice; ci sono però diversi colli di bottiglia che potrebbero frenare la diffusione delle turbine, in particolare la limitata capacità delle reti e gli investimenti troppo esigui in ricerca e sviluppo.
Il rischio è che la filiera produttiva cinese non riesca più a seguire il passo delle richieste per nuovi impianti.

Peggio hanno fatto gli Stati Uniti, che hanno aggiunto soltanto cinque Gw di potenza eolica nel 2010, metà di quella installata nel 2009 e meno di un terzo del risultato cinese dello scorso anno (16,5 Gw).
Nonostante l'ambizioso traguardo annunciato da Obama - 80% di elettricità verde nel 2035 - gli Stati Uniti restano penalizzati dall'assenza di uno standard nazionale per gli incentivi alle rinnovabili e figurano al secondo posto dell'indice generale Ernst & Young con 67 punti.

 Europa-Incertezze sul solare
E l'Europa? La Germania è sul gradino più basso del podio, a pari merito con l'India (63 punti), seguita da Gran Bretagna e Italia con 62.
Sull'Europa pesa la confusione sugli incentivi per il fotovoltaico: i tagli operati da Spagna e Germania, hanno anticipato quelli disposti da Francia e Italia, dove però regna l'insicurezza.

Questi due paesi si stanno interrogando sulla potenza massima da promuovere, tanto che la Francia ha lanciato una moratoria trimestrale sulle nuove installazioni, mentre in Italia continua lo scontro tra Governo e associazioni del fotovoltaico sul decreto rinnovabili appena approvato dal Consiglio dei Ministri.
Nel solare, gli Stati Uniti sono la nazione più promettente per gli investitori con un punteggio di 72 nel relativo indice (che considera anche la tecnologia del solare a concentrazione, Csp), davanti all'India con 68 e l'Italia con 65.
La Gran Bretagna può vantare l'indice migliore nell'eolico offshore (79), grazie ai numerosi progetti in questa tecnologia, seguita dalla Germania a quota 74.

(Fonte : IlSole24)
 
Joomla SEO powered by JoomSEF


RaccomandaSito_Hex-e7e8e4_Ombra_190x25

Chi è online

 18 visitatori online

BannerGA_96_195x87_FTV


Ebook

Links Consigliati

626patners.it
Il metodo più facile e veloce per ottenere la formazione e aggiornamento del personale sulla sicurezza del lavoro con attestati riconosciuti.


© 2010 SCG-Aziende di Andrea Poldelmengo Via Don Ballan, 24 - 30020 Marcon (VE) Italy - C.F.PNDNDR55S17F229J P.Iva 03912410275

Powered by Joomla!. Designed by: Joomla 1.5 Template, ecommerce web hosting. Valid XHTML and CSS.