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Le fonti pulite varranno 8,5 milioni di posti di lavoro
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Le fonti pulite varranno 8,5 milioni di posti di lavoro |
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Mercoledì 01 Settembre 2010 17:37 |
Questo il potenziale delle rinnovabili nel 2030 secondo Greenpeace. Ma occorre investire 18.000 miliardi di dollari
Cresce l'occupazione nel settore eolico Uno sviluppo deciso delle fonti rinnovabili di energia può creare 8,5 milioni di posti di lavoro entro il 2030 se i governi smetteranno di sostenere i combustibili fossili. È quanto prevede il rapporto di Greenpeace Energy Revolution 2010 realizzato in collaborazione con il Consiglio Europeo per l'Energia. Lo studio si basa su uno scenario estremamente ottimista (definito avanzato) di riduzione delle emissioni di gas serra (-80% nel 2050 rispetto al 1990) e di produzione di elettricità da fonti pulite (95% del fabbisogno mondiale entro il 2050).
Secondo queste stime, Greenpeace ritiene possibile la creazione di 7,5 milioni di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili entro il 2020, oltre il triplo della manodopera attualmente impiegata. Nel 2030 l'occupazione nel settore energetico a livello globale sarà complessivamente di 12 milioni di posti di lavoro, di cui 8,5 nel settore delle fonti rinnovabili. Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030, passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l'anno a più di 600 miliardi di dollari. Perché questi numeri diventino realtà servono però investimenti complessivi per 18.000 miliardi di dollari fino al 2030: in particolare, circa l'80% degli investimenti mondiali nel settore energetico dovranno essere dirottati sulle fonti rinnovabili.
Inizialmente, ammette comunque l'associazione ambientalista, la massiccia introduzione di tecnologie rinnovabili farebbe aumentare sensibilmente il costo della produzione di energia elettrica. Tuttavia tale incremento sarebbe compensato da una minore domanda di combustibili fossili. Assumendo un costo medio di 3 eurocent/kWh per la realizzazione delle misure di efficienza, il costo addizionale al 2020 dovrebbe aumentare a un massimo di 31 miliardi di dollari l'anno. Questi costi addizionali andrebbero poi calando rapidamente dopo il 2020. Nel 2050 il costo annuale della produzione mondiale di energia elettrica garantita al 95% dalle energie alternative sarebbe infatti inferiore di 2.700 miliardi di dollari all'anno rispetto a uno scenario tendenziale.
(Fonte IlSole24)
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