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Home Energia Smart grid - La crescita delle energie rinnovabili impone la rapida modifica delle reti di distribuzione

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Smart grid - La crescita delle energie rinnovabili impone la rapida modifica delle reti di distribuzione PDF Stampa E-mail
Domenica 24 Luglio 2011 07:24

Logo_EnergiaElettricaL'intermittenza di eolico e fotovoltaico può creare problemi al funzionamento delle reti tradizionali

Modifica delle Reti - Sfida per l'Europa
Il grande sviluppo delle energie rinnovabili intermittenti impone alle reti elettriche di diventare "smart" in tempi rapidi, pena gravi carenze di funzionamento.
Anche queste fonti di energia, però, dovranno dialogare con il sistema elettrico e adottare soluzioni che ne permettano un migliore dispacciamento.
Di questi temi si è parlato nel corso del recente convegno “Trasporto e stoccaggio dell'energia”, organizzato dall'Associazione termotecnica italiana (Animp).

Il tema smart grid è diventato negli ultimi anni uno degli argomenti caldi del settore energetico ma, in realtà, come ha spiegato il direttore del Dipartimento di energia del Politecnico di Milano, Ennio Macchi, non si tratta di un concetto totalmente nuovo.

Da sempre l'energia si trasporta e accumula in modo “smart”
I combustibili fossili, che oggi coprono l'85% del fabbisogno primario italiano e comunque resteranno indispensabili anche nel futuro, sono facili da trasportare e accumulare, in particolare i derivati del petrolio per via del loro stato liquido.
Il gas naturale, al contrario, presenta qualche difficoltà in più. Il metano risulta infatti difficile da distribuire e immagazzinare in serbatoi ristretti e questo ne spiega la difficoltà a competere con il petrolio nel settore della mobilità, nonostante gli indubbi vantaggi in termini di emissioni e rendimento”.

Accumulo dell'Energia- I problemi con  il mix tradizionali-rinnovabili
La possibilità di immagazzinare le fonti  energetiche rappresenta un fattore non certo trascurabile quando si parla di mix energetico; l'accumulo di energia consente infatti di adattare efficientemente ed economicamente l'offerta e la domanda di energia, rendendo disponibile l'energia dove, come e quando si vuole.
Se le fonti tradizionali possono essere più o meno facilmente accumulate, molti problemi in più pongono le energie alternative, in particolare quelle intermittenti come eolico e fotovoltaico, che per loro natura non possono essere trasportate, né immagazzinate direttamente.

 Di fatto oggi il ruolo fondamentale di accumulo e trasporto è svolto dalle rete elettrica, che supplisce all'intermittenza di queste energie.
Al contrario la fonte rinnovabile più importante, ovvero l'idroelettrico, è ottima in termine di accumulo naturale e artificiale, grazie ai sistemi di pompaggio-turbinaggio, in cui l'Italia eccelle con circa 8 GW di impianti, anche se con utilizzo limitato e negli ultimi anni in fase di diminuzione.

È evidente che però in futuro la maggiore sfida alla tradizionale concezione dell'energia (produzione in centrali di grande taglia e poi trasmissione alle utenze finali) arriverà proprio dalle fonti intermittenti come sole e vento:
“La grande crescita della generazione diffusa - ha spiegato Maurizio Delfanti del Politecnico di Milano - rende obbligatorio pensare allo sviluppo delle smart grid.

Senza questa spinta delle rinnovabili probabilmente nessun paese penserebbe di investirci tanto denaro pubblico.
Il problema da un punto di vista tecnico è quello dell'inversione di flusso: la potenza attiva delle fonti pulite fluisce dalla rete di media tensione a quella di alta tensione e, quando il carico diventa importante, può creare problemi che possono diventare anche gravi per il funzionamento delle reti elettriche”.

Le possibili soluzioni
Un rimedio potrebbe essere rappresentato da dei sistemi di accumulo (batterie), installati direttamente in ciascuna unità di generazione distribuita, come si sta sperimentando in maniera massiccia in Germania.
In Italia i sistemi di incentivazione non hanno invece mai incoraggiato questo tipo di soluzione, ma il Quarto Conto energia prevede che gli inverter utilizzati in impianti fotovoltaici che entrano in esercizio successivamente al 31 dicembre 2012 debbano tener conto delle esigenze della rete elettrica.

In particolare gli inverter dovranno consentire la disconnessione dalla rete a seguito di un comando da remoto, nonché essere capaci di limitare la potenza immessa per ridurre le variazioni di tensione.

(Fonte IlSole24)

 
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