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Smart Grids - Con la modifica delle reti, l'Europa si potrà alimentare al 90% da rinnovabili
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Smart Grids - Con la modifica delle reti, l'Europa si potrà alimentare al 90% da rinnovabili |
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Domenica 24 Luglio 2011 08:00 |
Lo sostiene l'associazione ambientalista Greenpeace, secondo cui è necessario migliorare la connessione tra le reti continentali La rete Europea interconnessa come unica Smart Grid continentale L'introduzione di reti elettriche innovative -smart grid e super grid - permetterà alle fonti rinnovabili di coprire il 90% del fabbisogno energetico europeo e di fornire energia pulita in modo sicuro 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno. Ne è convinta l'associazione ambientalista Greenpeace, secondo cui occorre abbandonare l'attuale sistema elettrico, poco flessibile e pensato per pochi impianti centralizzati, per passare a una rete più dinamica, fortemente interconnessa e intelligente.
La rete attuale e influenza delle rinnovabili Come noto, il sistema elettrico tradizionale è stato pensato per operare con pochi impianti centralizzati dalla capacità di generazione poco modulabile. Queste centrali sono comunemente utilizzate per produrre la potenza di base, ossia quella che copre il grosso della domanda e non i picchi.
Le fonti rinnovabili, al contrario, presentano una naturale variabilità di produzione, seppure in maniera differente: biomasse, geotermico, solare a concentrazione e idroelettrico con possibilità di stoccaggio in bacino possono infatti essere regolati e sono in grado di soddisfare sia richieste di elettricità di picco che di base. Al contrario, fotovoltaico, eolico e idroelettrico senza possibilità di stoccaggio (centrali ad “acqua fluente”, cioè sui fiumi) sono completamente dipendenti dalla variabilità naturale.
L'influenza del periodo stagionale Il periodo più critico per la presenza di eventi improvvisi ed estremi in grado di impattare sulle necessità della rete è l'inverno, quando la produzione da solare nel sud-Europa è bassa e la richiesta energetica invece elevata.
In questa stagione, date le caratteristiche attuali delle reti europee, se si verificasse una ridotta capacità eolica nel nord-Europa (evento registrato per lo 0,4% del tempo sul periodo considerato di 30 anni), l'Europa centrale e la Gran Bretagna potrebbero andare incontro a blackout, non essendo in grado di sopperire al fabbisogno necessario con risorse rinnovabili proprie.
Per ovviare a queste caratteristiche strutturali delle fonti alternative Greenpeace propone la costruzione di un sistema energetico fondato su micro-reti per la fornitura di elettricità a livello locale, smart grid, per bilanciare la domanda di una regione, e super grid per trasferire rilevanti quantità di energia da fonti rinnovabili tra una regione e l'altra.
Come sarà la futura implementazione ? In particolare gli ecologisti ritengono che le attuali connessioni tra Spagna e Francia, tra Italia e Francia, Romania e Polonia, Svezia e Polonia, Irlanda e Gran Bretagna andrebbero potenziate, in modo da realizzare una super grid per collegare aree che presentano un surplus e quelle che hanno un deficit nel potenziale elettrico. Per raggiungere l'obiettivo di coprire oltre il 90% del fabbisogno euopeo con le fonti rinnovabili entro il 2050 Greenpeace propone di rafforzare oltre 5.300 km di connessioni a corrente alternata e 5.100 km di connessioni a corrente continua entro i confini europei e realizzare almeno 15 nuove connessioni super grid in Europa e con l'Africa, per un totale di almeno 12.000 km.
I costi Complessivamente i costi per questa proposta ammontano a 209 miliardi di euro, circa 5,2 miliardi all'anno fino al 2050. Considerando i livelli di consumo dell'elettricità, il progetto sarebbe finanziabile con un aumento delle bollette europee di circa 0,15 centesimi di euro per kilowattora nei prossimi 40 anni.
(Fonte IlSole24)
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