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Solare Termodinamico - La Spagna guida la crescita |
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Lunedì 09 Maggio 2011 13:58 |
Importante alternativa al Fotovoltaico Il solare termodinamico sta diventando una tecnologia sempre più importante a livello globale, tanto da entrare in competizione con il fotovoltaico, ma l'Italia al momento non sembra attrezzata (anche per caratteristiche geografiche) a cogliere questa opportunità.
Lo evidenzia l'ultima edizione del solar Energy report del Politecnico di Milano, che accanto al fotovoltaico e al solare termico ha analizzato anche questo settore: nel corso del 2010 la potenza globale degli impianti termodinamici (detti anche Csp, Concetrated solar power) è arrivata a quota 987 Mw, contro i 655 di fine 2009, per una crescita di oltre il 50% rispetto al 2009.
I 330 Mw di nuova capacità installata equivalgono a circa 800 Gwh di produzione elettrica aggiuntiva, che si vanno a sommare ai 1.400 degli impianti già in funzione a fine 2009.
Impiego del CSP, nel mondo Gli Usa detengono, ancora per poco, la supremazia in questa tecnologia, con il 49% della potenza installata mondiale, ma la Spagna è ormai sempre più vicina (47%).
Nel paese iberico è infatti concentrato ben l'85% dei progetti in fase di realizzazione, che permetteranno al Csp di raddoppiare la capacità installata a livello globale entro i prossimi 2 anni.
Gli Usa, per effetto del “Piano Obama”, dovrebbero però riguadagnare rapidamente la leadership: il 70% degli 11 Gw di progetti annunciati sarà infatti installato negli ampi spazi desertici statunitensi, mentre il mercato spagnolo andrà verso una saturazione, dato l'esaurimento del territorio disponibile. Progetti per 2 Gw sono previsti anche nei paesi del Nord Africa, che potrebbero essere potenzialmente appetibili per le imprese italiane.
Impiego del CSP, in Italia Anche perché in casa nostra, uno degli stati più antropizzati del pianeta e con poche aree adatte alle vaste distese di terreno necessarie al Csp, i numeri del solare termodinamico sono decisamente al ribasso: la potenza installata nella Penisola è di 5 Mw, tutta determinata dall'impianto Archimede di Priolo Gargallo, entrato in funzione proprio nel 2010.
Nuovi progetti in programma, al momento, latitano e dunque l'obiettivo del Governo di arrivare a produrre col termodinamico 0,5 Twh di energia elettrica (270 Mw di capacità) entro il 2016 appare molto lontano.
Attualmente l'impianto Archimede garantisce meno del 2% di questo target.
Anche la filiera industriale, nonostante la nascita di un'associazione di settore (l'Anest), non sembra aver beneficiato granchè della messa in funzione dell'impianto siciliano: la domanda interna non è aumentata significativamente ed infatti gli investimenti degli operatori in questa fase sembrano più che altro rivolti a cogliere le opportunità di business all'estero.
Lo sviluppo della tecnologia Lo studio del Politecnico fa infine il punto anche sui trend tecnologici in atto: gli impianti parabolic trough nel 2010 hanno confermato il loro predominio a livello mondiale, con circa l'89% dell'installato.
Ma per il futuro la tecnologia solar tower dovrebbe avere le prospettive migliori: le torri solari nei prossimi anni sono attese a un miglioramento notevole dell'efficienza e dei costi, tale da rendere il termodinamico competitivo con le fonti tradizionali.
Già oggi, invece, il solare a concentrazione si trova a competere per spazi e investimenti con una fonte cugina, ovvero il fotovoltaico: soprattutto negli Usa questa rivalità appare particolarmente spinta, tanto che alcune concessioni di Csp sono state trasformate in impianti solari a film sottile.
La potenza di fuoco del gigante First Solar, che ha puntato tutto sul thin film, può mettere in difficoltà il termodinamico in America, ma secondo lo studio del Politecnico potrebbe anche favorire il processo di maturazione del settore.
(Fonte IlSole24)
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