Tuesday 22nd of May 2012
| Opportunità Libia: previsto un piano di investimenti per 100 miliardi di dollari |
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| Venerdì 29 Ottobre 2010 18:04 |
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Opportunità Libia: previsto un piano di investimenti per 100 miliardi di dollari Il programma di investimenti avviato due anni fa da Gheddafi è in piena fase di attuazione e offre importanti opportunità all'Italia, primo partner economico della Libia. La Libia racchiude le maggiori riserve petrolifere di tutto il continente africano e si colloca in nona posizione nel mondo, subito dopo la Russia. Ma con una popolazione inferiore di ben 24 volte. Escludendo l’attività estrattiva, il PIL della Libia è cresciuto del 6% nel 2009. Nel 2010 è previsto un tasso di crescita del 7%. Il Paese ha ambizioni industriali: per aggiungere un ulteriore volano all’economia intende dotarsi di proprie filiere produttive di cui, per il momento, non è fornito. Il piano di investimenti è destinato a cambiare il volto del Paese. I cantieri sono ormai aperti. L’edilizia residenziale è in pieno boom: nella capitale e nelle principali città è iniziata la costruzione di decine di migliaia di appartamenti. Si aggiungono grandi opere infrastrutturali, edifici pubblici, canalizzazioni e impianti. E l’Italia si trova in prima linea. Merito anche del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione siglato nel 2008 con Tripoli. “L’Italia, oggi, è vissuta dalla Libia, a tutti i livelli, come un partner privilegiato”, dichiara l’Ambasciatore italiano a Tripoli, Vincenzo Schioppa che spiega “è un rapporto che copre tutti i settori: politica, economia, scambi culturali e universitari, sistema di difesa. Nessun altro Paese europeo ha instaurato con la Libia una relazione paragonabile a quella dell’Italia. E questo si traduce anche in un vantaggio per le imprese italiane, alle quali il Trattato stesso riserva una posizione di speciale riguardo”. Diverse aziende italiane sono attualmente impegnate nella costruzione di reti idriche e collegamenti in fibra ottica, di tre grandi campus universitari, del nuovo palazzo congressi di Tripoli e di numerosi altri edifici tra cui un albergo a cinque stelle e un grande centro commerciale. Dagli imprenditori Italiani, sono state anche presentate le migliori offerte sia sotto il profilo tecnologico che finanziario per la realizzazione del metro di Tripoli, un’opera che comporterà un esborso di diversi miliardi di dollari. Altra aziende, partecipano al grande piano ferroviario nazionale (4mila chilometri di rete) fornendo i sistemi di segnaletica. Infine, altre costruiranno la nuova autostrada di 1.700 chilometri a sei corsie che collegherà il Paese con Tunisia ed Egitto passando per Tripoli e Bengasi. Opportunità riservate a poche grandi aziende? No. Il boom dell’edilizia e delle infrastrutture sta aprendo la porta ai settori collegati, ad esempio la filiera dei materiali e componenti, l'impiantistica, l’arredo, incluso arredo urbano e i sistemi di illuminazione pubblica, l’indotto delle grandi opere stradali. Altri settori promettenti Un'altra filiera che offrirà nei prossimi anni notevoli opportunità è quella agroalimentare (produzione e trasformazione). La Libia oggi importa il 75% del proprio fabbisogno. Ma i piani di sviluppo puntano sulla crescita di un’agricoltura intensiva lungo la fascia costiera, grazie all’apporto idrico del maggiore sistema esistente al mondo di canalizzazione di acque fossili. Il programma richiede un apporto di tecnologie, macchinari, sistemi di conservazione, trasporto, trasformazione, packaging, ecc. Considerazioni analoghe valgono per la filiera ittica. Il Paese dispone di 1.800 chilometri di costa e sta investendo nella creazione di 24 porti da pesca dove intende insediare anche l’intera catena di lavorazione del prodotto e nell’espansione e modernizzazione della flotta da pesca. Il Turismo è un altro settore su cui la Libia sta puntando per lo sviluppo e la diversificazione della sua economia. Le risorse su cui può contare sono la lunga fascia costiera, la presenza di siti archeologici di rilevante importanza storica e l’escursionismo nel deserto. Gli operatori italiani sono stati tra i primi a avviare iniziative in questo settore. Ma ora stanno entrando sul mercato anche operatori dall’Europa, dagli Usa, dall’Asia e dal Medio Oriente per progetti turistici di alto livello, con hotel a 5 stelle, campi da golf, porti turistici per barche da diporto, ecc. Vantaggi competitivi della Libia La Libia offre un basso costo dell’energia, una fiscalità molto favorevole e soprattutto la disponibilità di capitali. Nel Paese tutte le attività imprenditoriali vanno gestite in regime di partenariato, ma i soci locali, in genere, non hanno problemi a mettere i capitali. L’apporto richiesto ai partner stranieri riguarda soprattutto il know how tecnico, organizzativo e commerciale. Di recente il Governo di Tripoli ha anche varato un nuovo fondo d'investimento dedicato allo sviluppo dell'imprenditoria privata. Finanzia joint ventures produttive con aziende straniere. E’ una soluzione particolarmente attraente per molte piccole e medie imprese italiane interessate a espandersi sui mercati del Nordafrica e del Medio Oriente, attualmente in piena ripresa. Il mercato libico, infatti, è solo uno degli sbocchi di riferimento, in quanto la Libia ha iniziato a proporsi anche come hub produttivo e commerciale, da cui operare con l’intera regione circostante. In questo contesto ha avviato la realizzazione di diverse zone franche industriali una delle quali sarà interamente dedicata alle imprese italiane (dovrebbe sorgere a Misurata). Interscambio con l’Italia L’Italia è oggi il maggior fornitore estero del Paese e anche nel 2009 le esportazioni italiane (al netto dei prodotti petroliferi raffinati) sono cresciute del 21%. Particolarmente positivo l’andamento per i beni strumentali: l’export di macchinari è stato di oltre 437 milioni (+13% annuo). In crescita anche prodotti chimici (+22%), camion e autoveicoli (+83%) e molti prodotti di consumo: abbigliamento e articoli in pelle (+27%), mobili (+4,5%), prodotti elettronici (+145%), ecc. Nel settore delle costruzioni, dei servizi e dell’impiantistica l’Italia è presente con aziende come Techint, Tecnimont, Technip, Impregilo, Cmc Ravenna, Astaldi Bonatti, Maltauro, Trevi, Ghella, Toto Sirti, Telecom, Prysmian. Altre imprese di minori dimensioni sono presenti con attività nel settore molitorio e di produzione installazione di catene del freddo. Mentre Eni è oggi il principale partner del Paese nel settore energetico e Finmeccanica ha una forte presenza nelle tecnologie avanzate. Approfondiment al link : Diplomazia Economica Italiana (numero 14 - 2010) |
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