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Biocarburanti - Soluzione per l'ambiente in Europa? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Dicembre 2010 15:41
Per Greenpeace e altre associazioni ambientaliste, i biocombustibili produrranno molta più Co2 del previsto

Logo_BiocarburantiLa Ue introduce la certificazione sui biocarburanti Biocarburanti sì o no? Un ampio gruppo di Ong europee, tra cui Greenpeace, ActionAid, Client Earth, Transport & Environment, ha pubblicato un rapporto che denuncia gli effetti controproducenti dei combustibili ottenuti dalle piante (come la palma e la canna da zucchero). Lo studio si concentra sull'obiettivo europeo nel settore dei trasporti: 10% di energia derivante dalle fonti rinnovabili nel 2020, utilizzando prevalentemente i biocarburanti (9,5%) al posto di benzina e gasolio. Il problema, come sostiene il rapporto, è che in questo caso “bio” non è sinonimo di verde.

Cambio d'uso dei terreni
La direttiva europea sulle rinnovabili, affermano le organizzazioni ambientaliste, ignora il cosiddetto Iluc (Indirect land use change), vale a dire il cambio d'uso dei terreni adibiti alle coltivazioni alimentari. Il 92% dei biocombustibili, avverte lo studio, proverrà da colture alimentari.

L'aumento della domanda dal 2008 al 2020 sarà concentrato per il 72% in quattro Paesi: Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia.

Tra dieci anni, la Germania sarà il principale consumatore europeo di bioetanolo e biodiesel. Si stima che bisognerà trasformare in piantagioni energetiche fino a 69mila km quadrati di superficie in tutto il mondo, pari al doppio del territorio del Belgio, per soddisfare la domanda di carburanti ecologici in Europa.

Effetti collaterali
Qui entrano in gioco gli effetti indiretti, perché bisognerà disboscare foreste e convertire pascoli per ottenere nuove aree coltivabili. Secondo Greenpeace e le altre associazioni, bisogna calcolare la CO2 prodotta dal cambio d'uso dei terreni e dalla scomparsa di ecosistemi naturali.

Si scopre così che i biocombustibili rischiano di generare molta più CO2 di quella risparmiata rinunciando alla stessa quantità di benzina e gasolio (+81/167% rispetto alle fonti tradizionali).

L'Europa emetterà ogni anno tra 27 e 56 milioni di tonnellate di gas serra in più di quelle che produrrebbe continuando a utilizzare i carburanti fossili. Sarebbe come far circolare tra dodici e 26 milioni di nuove automobili. Due terzi di queste maggiori emissioni riguarderanno cinque Paesi: Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna.

la Commissione europea dovrà presentare in tempi brevi, uno studio sugli effetti indiretti della diffusione dei biocarburanti nei trasporti.

Il documento delle associazioni ambientaliste chiede che Bruxelles modifichi l'attuale politica sulle rinnovabili in questo settore, calcolando attentamente i rapporti costi/benefici e accettando solo la produzione di biocombustibili che garantiscano un'effettiva riduzione della CO2 (senza trasformazione dei terreni e minacce alle colture alimentari).

(Fonte Il Sole24)
 
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