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Polveri sottili (pm10) e altri inquinanti - In Italia fanno più paura della Co2
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Polveri sottili (pm10) e altri inquinanti - In Italia fanno più paura della Co2 |
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Martedì 28 Giugno 2011 07:45 |
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Secondo l'annuario dell'Ispra le concentrazioni di sostanze acidificanti sono in calo, ma l'aria resta comunque troppo inquinata
Le sostanze acidificanti Inutile ridurre la Co2 se aumentano le polveri sottili. L'Italia è un po' meno inquinata rispetto a qualche tempo fa ma non abbastanza: è quanto evidenzia l'Annuario dei dati ambientali 2010 elaborato dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Secondo l'Ispra, cui le concentrazioni di zolfo, ossidi di azoto, ammoniaca e sostanze acidificanti in genere sono in diminuzione, ma l'aria che respiriamo continua a essere troppo inquinata, soprattutto nelle grandi città, dove ormai il superamento dei livelli di polveri sottili è purtroppo consolidato.
Secondo il dossier, dal 1990 al 2009 nella Penisola sono stati infatti emessi meno zolfo (-87,2%), ossidi di azoto (-51,3%) e ammoniaca (-16,5%) in atmosfera.
Le Polveri sottili (pm10) Eppure l'inquinamento continua a preoccupare: nel 2009 il 45% delle stazioni di monitoraggio di PM10 ha superato il valore limite giornaliero e nell'estate del 2010 il 92% delle centraline per l'ozono ha registrato superamenti dell'obiettivo a lungo termine.
Sono soprattutto le grandi città dell'area padana a registrare i livelli più alti di queste polveri. Notizie migliori invece dai gas serra (Co2). Se fino al 2004 l'Italia aveva registrato un incremento di queste emissioni, da allora si è assistito a un progressivo calo, fortemente condizionato dalla crisi economica che ha investito anche il settore industriale.
Le emissioni del 2009 sono state inferiori del 9,3% rispetto all'anno precedente, anche se gli obiettivi del Protocollo di Kyoto (emissioni totali da ridurre almeno del 5% nel periodo 2008-2012 rispetto ai livelli del 1990) sono ancora lontani.
Il Riscaldamento gobale Il rapporto dell'Ispra affronta anche il problema del riscaldamento globale: il 2009 è stato il diciottesimo anno consecutivo con anomalia termica positiva. In particolare il numero di giorni estivi ha superato la media climatologica del 24% circa e il numero di notti tropicali estive del 75% circa.
L'Italia è uno dei Paesi più vulnerabili in Europa da questo punto di vista e deve fare i conti anche con la riduzione di nevai e ghiacciai dell'arco alpino e il conseguente calo della disponibilità idrica.
Il patrimonio boschivo Qualche buona notizia arriva sul fronte del patrimonio boschivo: l'Ispra segnala la tendenza all'aumento della superficie forestale e alla riduzione del numero di incendi, anche grazie all'efficace azione di contrasto degli eventi e di sorveglianza del territorio.
Gli incendi sono la principale fonte di disturbo del patrimonio forestale italiano e, nel 2009, hanno mandato in fumo circa 31.000 ettari di boschi, il 40% dei quali nella sola Sardegna. Sempre nel 2009 i circa 5.500 incendi hanno causato l'emissione in atmosfera di circa 2,9 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica, lo 0,6% del totale nazionale delle emissioni di gas serra.
L'utilizzo del suolo Un altro punto critico riguarda il cattivo utilizzo del suolo. Sono infatti ben 5.708 (pari al 70,5% del totale) i comuni italiani interessati da cedimenti e smottamenti. Di questi, 2.940 sono classificati con livello di attenzione molto elevato, 1.732 elevato e 1.036 medio.
(Fonte ilSole24)
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